Martedì 12 maggio, ore 16:30
Alla Biblioteca statale “Antonio Baldini” verrà presentato il libro “Volevo essere Hemingway” di Angelo Camerini.
L’autore dialogherà con Maria Giovanna Colombo, che ha curato la prefazione del volume.
L’incontro sarà introdotto da Antonella Luzzi Conti, Vicedirettrice della Biblioteca statale “Antonio Baldini”.
Un’occasione per approfondire il libro e incontrare l’autore.
Undici racconti, quasi tutti autobiografici, compongono questo libro che attraversa ricordi, luoghi e incontri di una vita. Anche l’ultimo testo, scritto nel 1981 e oggi ripreso, affonda le radici nell’esperienza diretta e nella memoria.
Seguendo il percorso già tracciato nei lavori precedenti, l’autore sceglie di raccontare solo ciò che ha vissuto, mosso dal bisogno di comprendere il passato e dare ordine al presente. Perché, spesso, la realtà sa essere più sorprendente e intensa di qualsiasi invenzione.
La scrittura si ispira all’idea dell’autobiografia come cura di sé, secondo la riflessione di Duccio Demetrio, e a un principio di fedeltà al vero che richiama l’insegnamento di Erodoto: raccontare ciò che si è visto e ascoltato, distinguendo tra realtà e narrazione.
Due racconti nascono da una scrittura condivisa: Feste a casa Camerini, all’Aquila, costruito a partire dai libri di Giovanna Napolitano — figlia del giornalista, regista e scrittore Gian Gaspare Napolitano — che rievocano i Natali in quella casa negli anni Trenta e quarant’anni dopo; ed Elogio dei baretti, realizzato con Stefano Lariccia. Un’esperienza, quella della scrittura a quattro mani, che apre nuove possibilità espressive.
Un libro che è insieme memoria, riflessione e testimonianza, dove il racconto di sé diventa strumento per comprendere il tempo vissuto.
BREVE BIOGRAFIA DELL’AUTORE
Angelo Camerini nasce a Città Sant’Angelo, in Abruzzo, e si trasferisce a Roma all’età di sette anni. Dopo gli studi al liceo Mamiani, conclusi con la maturità classica da privatista, vive per un periodo in campagna nei pressi di Pitigliano, dove apprende il mestiere di apicoltore.
Si iscrive all’Università La Sapienza di Roma, laureandosi in etnologia con una tesi sui Dorobo, antichi apicoltori del Kenya. Collabora con le riviste Apitalia e Apinsieme, da cui nasce il volume Preistoria e storia dell’apicoltura.
Insegna in Egitto, in Toscana, in Belgio su incarico del Ministero degli Esteri e in diverse scuole di Roma, dove affianca all’insegnamento l’attività di apicoltore.
Oggi alleva api e si dedica alla scrittura.


